No all’iniziativa antistranieri Vota No il 14 giugno

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No all’iniziativa antistranieri

Vota No il 14 giugno

L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» non è che l’ultimo tassello di una tradizione discriminatoria che ha inizio con le famigerate iniziative Schwarzenbach degli anni Settanta. Già allora, l’associazionismo migrante denunciava con forza come lo scandalo non fosse la sola iniziativa, bensì una politica che sfruttava lavoratrici e lavoratori negando loro dignità e diritti fondamentali, incolpandoli al contempo dei mali di uno sviluppo mal governato a beneficio di pochi. Oggi come allora, respingiamo l’idea che le persone migranti diventino il capro espiatorio universale per ogni problema del Paese: dalla crisi abitativa al consumo di suolo, dalle carenze del sistema scolastico alla crisi climatica.

L’iniziativa mina innanzitutto i diritti fondamentali, indebolisce la protezione dei lavoratori e delle lavoratrici migranti, limita il ricongiungimento familiare e rischia di svuotare il diritto d’asilo. Si aprono così nuove forme di ingiustizia sociale, con lavoratrici e lavoratori trattati come manodopera temporanea senza pieni diritti. Un ritorno a logiche di esclusione e precarietà che la Svizzera ha già conosciuto e che pensavamo superate.

Anche oggi il punto è chiaro e va al cuore del problema: il sistema svizzero è fondato su una migrazione di lavoro e le implicazioni dell’iniziativa avrebbero delle ripercussioni su tutti i lavoratori e su tutte le lavoratrici.

Allo stesso tempo, verrebbero colpiti i pilastri dello Stato sociale. Ridurre la popolazione attiva significa ridurre i contributi a AVS e assicurazioni sociali, aggravando squilibri già esistenti in una società che invecchia. Ma l’impatto non è solo economico!

Anche le relazioni con l’Europa sono a rischio. Non meno preoccupanti sono le conseguenze per le relazioni tra Svizzera ed Europa. La disdetta della libera circolazione e con essa degli strumenti di controllo dei salari, e poi inseguito attraverso la «clausola ghigliottina», dell’intero sistema di accordi con l’Unione europea, con effetti devastanti su economia, occupazione, sicurezza, stabilità giuridica e coesione sociale.

La migrazione è ricchezza sociale, culturale, economica

Le comunità migranti in Svizzera ci ricordano che la migrazione non è riducibile a una questione economica o numerica, ma rappresenta una straordinaria ricchezza culturale e sociale. Da generazioni, le cittadine e i cittadini migranti contribuiscono in modo determinante allo sviluppo del Paese: dal lavoro nelle infrastrutture e nell’industria, fino al settore sanitario, alla ristorazione, alla cultura e alla ricerca.

La presenza italiana, ad esempio, ha arricchito la Svizzera con lingua, tradizioni, creatività e spirito imprenditoriale, diventando parte integrante del tessuto sociale. Le seconde e terze generazioni sono oggi pienamente inserite nella società svizzera e costituiscono un ponte importante verso l’Europa.

La migrazione non è un problema da ridurre a mera soglia rigida, ma una componente essenziale della prosperità e della coesione sociale della Svizzera.

Per queste ragioni, invitiamo a votare convintamente NO il 14 giugno e a mobilitarci insieme aderendo al Comitato delle Organizzazioni italiane per il NO all’iniziativa antistranieri «No ad una Svizzera da 10 milioni»

Difendiamo insieme i diritti, la dignità e il futuro!

PD SVIZZERA – AVS SVIZZERA – ACLI SVIZZERA – FCLIS –SPI CGIL SVIZZERA – UNIA – SYNA

Logo dell’iniziativa

Comunicato stampa